Il diritto alla disconnessione è un tema molto attuale, soprattutto in seguito alla diffusione dello smart working e del lavoro ibrido.
Con “diritto alla disconnessione” si fa riferimento al diritto, riconosciuto a dipendenti e manager, di scollegarsi dal lavoro al di fuori del normale orario lavorativo, senza l’obbligo di rispondere a e-mail, messaggi o chiamate di lavoro.
Nel contesto lavorativo attuale, infatti, è molto frequente che si abbiano aspettative di reperibilità continua anche durante i fine settimana e le ferie.
Una connessione costante comporta molti rischi, come ansia, depressione, insonnia, stanchezza cronica, e influisce profondamente sull’equilibrio tra vita privata e professionale del lavoratore, causando quello che viene chiamato “tecnostress” (lo stato di stress provocato dall’uso continuo e incontrollato della tecnologia) e sindrome da burn-out.
Da non sottovalutare il fatto che un lavoratore sempre connesso può essere inoltre meno produttivo rispetto a quello che ha la possibilità di recuperare energie attraverso il riposo.
In questo panorama, il diritto alla disconnessione nasce proprio con l’obiettivo di ristabilire dei confini ben precisi tra lavoro e tempo libero, garantendo ai lavoratori la possibilità di non sentirsi obbligati a rimanere connessi oltre l’orario lavorativo.
A livello europeo, il primo riconoscimento del diritto alla disconnessione risale al 2016, con la “loi du travail” francese, seguito poi da altri Paesi, quali l’Italia, la Spagna, il Belgio.
Un riferimento importante è rappresentato dalla Direttiva 2003/88/CE, la quale, seppur non menzionando esplicitamente la disconnessione, sottolinea la necessità di rispettare tempi di riposo adeguati, principio su cui si basa anche il diritto alla disconnessione.
In Italia la prima menzione risale alla Legge 81/2017, che regola lo smart working, poi dalla Legge 61/2021, che ne ha introdotto per la prima volta un riferimento esplicito nell’ambito del diritto del lavoro.
In base a questa legge, chi lavora da remoto ha il diritto di disattivare notifiche e dispositivi aziendali fuori dall’orario di lavoro senza subire conseguenze negative.
Altri chiarimenti si trovano nell’articolo 3 del Protocollo nazionale sul lavoro agile, il quale specifica che l’organizzazione del lavoro deve prevedere fasce orarie ben definite, includendo una fascia di disconnessione garantita.
Alla fine del 2024 si è tornati a discutere di questo tema con una nuova proposta di legge, con l’intento di rendere il diritto alla disconnessione più chiaro e vincolante, sia per quanto riguarda la definizione delle fasce orarie di disconnessione, sia sanzioni per i datori di lavoro che violino questo diritto.













