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Liquidazione controllata per il debitore civile: quando è possibile richiederla

Quando un debitore civile non è più in grado di far fronte alle proprie obbligazioni e rischia l’esecuzione o la perdita del patrimonio, entra in gioco uno strumento che può fare la differenza: la liquidazione controllata.
Si tratta di una procedura prevista dal Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, in cui il patrimonio del debitore viene liquidato sotto la supervisione di un liquidatore per soddisfare i creditori e permettere, in alcuni casi, l’esdebitazione, ovvero la cancellazione dei debiti residui.
La liquidazione controllata si rivolge a soggetti che non possono accedere alle procedure maggiori come la liquidazione giudiziale, per esempio perché non sono imprese di grandi dimensioni o non sono sottoposti ad amministrazione straordinaria.
In particolare, è accessibile a consumatori, professionisti, piccole imprese, imprenditori agricoli o start-up innovative che siano in stato di sovraindebitamento.

Quando è possibile attivare la liquidazione controllata

La richiesta può essere avanzata dal debitore stesso oppure, in alcuni casi, anche dai creditori.
È importante che vi siano debiti scaduti e non pagati e che il soggetto non sia già assoggettato ad altre procedure concorsuali più complesse.
La procedura può essere avviata anche se il debitore non dispone ancora di beni da liquidare: è infatti permessa l’apertura della liquidazione controllata anche in assenza di beni iniziali, se vi sono prospettive di reddito o beni futuri che consentano la soddisfazione dei creditori.

Cosa comporta la liquidazione controllata

Quando la procedura viene avviata, i beni del debitore passano sotto il controllo di un liquidatore, che si occupa di gestirli e venderli per pagare i creditori secondo le regole stabilite dal Codice della crisi di impresa.
Il debitore perde la disponibilità diretta dei suoi beni, in quanto questi entrano in un regime concorsuale simile a quello della liquidazione giudiziale, ma in forma semplificata.
Al termine del procedimento e se i requisiti sono rispettati, il debitore può ottenere l’esdebitazione: i debiti residui diventano inesigibili e vengono cancellati, così che il soggetto abbia un’opportunità di ripartenza.

Vantaggi e limiti della liquidazione controllata

Uno dei vantaggi della liquidazione controllata è che blocca le azioni dei singoli creditori e permette di affrontare la crisi in modo ordinato e sotto controllo.
È uno strumento che, se utilizzato in tempo, può preservare la dignità del debitore e dare una seconda chance.

Dall’altra parte, ci sono dei limiti: la mancanza di autonomia patrimoniale può rendere la procedura onerosa o complessa, soprattutto se l’attivo del debitore è molto ridotto. L’avvio della procedura richiede inoltre la collaborazione del debitore stesso, che deve rendere i beni e seguire il piano di liquidazione. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti esperti.

Perché rivolgersi a un avvocato in caso di liquidazione controllata

Avere un supporto legale esperto significa aumentare le probabilità di successo e tutelare i propri diritti.
Uno studio legale specializzato può assistere nel verificare i requisiti, nel preparare la domanda al tribunale, nell’individuare e quantificare il patrimonio attivo e passivo, nell’interfacciarsi con il tribunale e il liquidatore e nel monitorare l’intero percorso.

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