Blog

Differenze tra concordato liquidatorio e concordato in continuità

Quando un’azienda entra in seria difficoltà finanziaria, una delle strade per evitare la liquidazione giudiziale è il concordato preventivo, un accordo sotto controllo del tribunale con il quale l’impresa presenta ai creditori un piano di risanamento o liquidazione guidata.

In questa procedura rientrano due modelli: il concordato liquidatorio e il concordato in continuità.
Capire la differenza è fondamentale per scegliere il percorso più adatto alla possibilità di recupero dell’impresa.

Il concordato liquidatorio

L’obiettivo del concordato liquidatorio è vendere il patrimonio dell’azienda e distribuire il ricavato ai creditori.
Prevede che i beni aziendali – immobili, macchinari, rimanenze, crediti da incassare – vengano ceduti, direttamente o tramite un liquidatore, e il denaro ottenuto venga ripartito secondo il piano approvato dal tribunale.
In genere l’impresa interrompe l’attività produttiva, eccetto brevi periodi necessari per favorire la vendita.
Il concordato liquidatorio si sceglie quando l’azienda non può più ripartire o quando la vendita ordinata dei beni permette di pagare i creditori meglio che in una liquidazione giudiziale.

Il concordato in continuità

Il concordato in continuità ha l’obiettivo di mantenere in vita l’azienda, generando flussi economici futuri per pagare i creditori.
La continuità può essere:

  • diretta: l’impresa continua a operare, magari ristrutturata o ridimensionata;
  • indiretta: l’attività viene ceduta a un’altra società che prosegue il business.

L’obiettivo principale è preservare il valore aziendale, i posti di lavoro e, nel medio termine, soddisfare i creditori in misura superiore a quella che si otterrebbe da una liquidazione.
Il piano si basa su previsioni di entrate e risparmi e può includere la vendita di beni non essenziali per rafforzare la proposta ai creditori.

Quale modello scegliere
La scelta del modello da adottare dipende da molti fattori: valore del patrimonio, prospettive di ripresa, contratti attivi, debiti fiscali e disponibilità di investitori.
In linea di massima, il concordato liquidatorio conviene quando il patrimonio è l’unica risorsa e non c’è possibilità di ripresa, mentre il concordato in continuità quando l’azienda, o parte di essa, può ancora generare reddito e garantire un miglior pagamento dei creditori.
Il Codice della crisi d’impresa tende a favorire la continuità, ma ammette il concordato liquidatorio se offre risultati più vantaggiosi e rispettosi della legge.

Rivolgersi a un avvocato specializzato
Affrontare un concordato preventivo richiede competenze legali e tecniche molto specifiche.
Legali esperti in diritto della crisi d’impresa come gli avvocati Buggea & Melendez, possono analizzare la situazione dell’azienda, valutare quale strada sia più conveniente e predisporre un piano che abbia maggiori probabilità di essere approvato dai creditori e dal tribunale.
Il supporto legale è inoltre fondamentale per gestire la trattativa con i creditori e per evitare errori procedurali che potrebbero compromettere il risanamento o la liquidazione.

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
buggea e melendez

Se hai necessità di un avvocato a Roma e di assistenza e consulenza legale puoi rivolgerti allo studio legale Buggea & Melendez, nel rione Ludovisi a Roma Nord che ti seguirà con professionalità e competenza

Potrebbe interessarti anche...

STUDIO LEGALE BUGGEA & MELENDEZ

NON hai trovato la risposta alle tue domande?

Non esitare a contattare lo Studio Legale Buggea & Melendez se hai bisogno di Consulenza Legale a Roma. Gli Avvocati Alberto Buggea e Iacopo Melendez, sapranno seguire la tua problematica con attenzione, fornendoti tutto il supporto necessario al fine di risolvere al meglio ogni situazione.