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La simulazione contrattuale: effetti giuridici e strumenti di tutela

La simulazione contrattuale, contenuta negli articoli 1414-1417 del Codice civile, si verifica quando le parti stipulano un contratto che, all’apparenza, sembra regolare un determinato rapporto, ma che in realtà non corrisponde a ciò che hanno effettivamente deciso.
Può accadere che il contratto sia “di facciata”, oppure che serva a nascondere un accordo diverso.
Alla base della simulazione contrattuale c’è sempre un’intesa con cui si stabilisce il vero contenuto del rapporto. È proprio questo accordo che spiega perché il contenuto del contratto non coincide con la reale volontà delle parti.

Simulazione contrattuale assoluta e relativa

Non tutte le situazioni sono uguali.
Si parla di simulazione assoluta quando le parti fingono un contratto senza voler produrre alcun effetto giuridico, come nel caso di una vendita che in realtà non deve avere conseguenze concrete.
La simulazione è invece relativa quando il contratto apparente serve a coprire un accordo diverso, per esempio una compravendita che nasconde una donazione, oppure un prezzo indicato in modo non corrispondente a quello realmente pattuito.

Effetti tra le parti e verso i terzi

Dal punto di vista giuridico, il contratto simulato non produce effetti tra le parti. Se però esiste un accordo reale – cioè il cosiddetto contratto dissimulato – è quest’ultimo a essere rilevante purché presenti i requisiti richiesti dalla legge.

Per quanto riguarda i rapporti verso i terzi, la simulazione non può essere opposta a chi, in buona fede, ha fatto affidamento sulla situazione apparente, per esempio acquistando diritti da chi risultava formalmente titolare.
Anche i creditori possono essere coinvolti direttamente. Possono far valere la reale situazione quando servono a nascondere beni e a evitare il pagamento dei debiti.

Prova e strumenti di tutela

La prova della simulazione è fornita dalle parti tramite controdichiarazione, documento che attesta l’accordo reale. Per i terzi e i creditori, invece, la legge consente una maggiore libertà, e possono utilizzare anche testimoni e presunzioni.
Dal punto di vista degli strumenti, l’azione di simulazione consente di accertare la reale natura del contratto.
In alcuni casi può affiancarsi ad altre azioni come quella revocatoria, quando si vuole contrastare atti che danneggiano i creditori.

Quando la simulazione diventa un problema

Di per sé, la simulazione non è sempre illecita; per esempio può essere utilizzata per esigenze di riservatezza. Tuttavia diventa un problema quando viene impiegata per finalità scorrette, come eludere obblighi o danneggiare terzi.
Proprio per questo, quando sorgono dubbi sulla reale natura di un contratto, è importante valutare bene la situazione concreta e distinguere tra apparenza e reale volontà delle parti.

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