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Bancarotta e amministratore di fatto: responsabilità penale e come difendersi

La bancarotta e la responsabilità dell’amministratore di fatto rappresentano uno degli aspetti più delicati del diritto penale dell’impresa.
Non è raro, infatti, che, nell’ambito di un procedimento per bancarotta, la responsabilità penale venga contestata non soltanto all’amministratore formalmente nominato, ma anche a una persona che, pur non risultando dai documenti societari, abbia concretamente esercitato i poteri di gestione della società.

Si parla, in questo caso, di amministratore di fatto.
La questione assume particolare importanza nei procedimenti relativi a bancarotta fraudolenta, distrazione di beni o denaro, occultamento della contabilità, operazioni societarie irregolari e aggravamento del dissesto.

Chi è l’amministratore di fatto?

L’amministratore di fatto è il soggetto che, pur non avendo formalmente la carica di amministratore, esercita in concreto poteri corrispondenti a quelli dell’amministratore della società.
Non è quindi sufficiente dimostrare che una persona frequentasse la società, impartisse occasionalmente indicazioni o avesse rapporti con clienti e fornitori.

Per attribuire la qualifica di amministratore di fatto occorre verificare come la società venisse concretamente gestita e quale fosse il ruolo effettivamente svolto dal soggetto.
Tra gli elementi che possono essere valutati possono rientrare, a seconda dei casi:

  • la gestione dei conti correnti;
  • i rapporti con banche e istituti di credito;
  • la firma di contratti;
  • i rapporti con clienti e fornitori;
  • la gestione dei dipendenti;
  • la disposizione dei pagamenti;
  • la gestione del patrimonio sociale;
  • le decisioni relative agli investimenti;
  • i rapporti con commercialisti e consulenti;
  • le decisioni relative alla situazione economica e finanziaria dell’impresa.

La qualifica, pertanto, non dipende esclusivamente da ciò che risulta dalla visura camerale, ma dall’effettivo esercizio delle funzioni gestorie.

Amministratore di fatto e amministratore di diritto

Una delle situazioni più frequenti nei procedimenti per bancarotta è quella in cui esiste un amministratore formalmente nominato, mentre un’altra persona esercita concretamente la gestione dell’impresa.
In questi casi occorre distinguere attentamente le responsabilità dei diversi soggetti.
L’amministratore formale non può automaticamente essere considerato responsabile di ogni operazione effettuata dalla società.

Allo stesso modo, la persona che viene indicata come amministratore di fatto non può essere ritenuta penalmente responsabile sulla base della sola vicinanza personale o familiare all’amministratore, della partecipazione all’attività aziendale o del fatto di essere socio.
È necessario individuare specifici comportamenti gestori e verificare il collegamento tra tali comportamenti e il fatto di bancarotta contestato.

Quando l’amministratore di fatto può rispondere di bancarotta?
La responsabilità dell’amministratore di fatto può assumere particolare rilievo quando gli vengono attribuiti atti di gestione che abbiano contribuito alla realizzazione della condotta di bancarotta.
Tra le contestazioni più frequenti vi sono:

1 – Bancarotta fraudolenta per distrazione

È una delle ipotesi più ricorrenti.
Può riguardare, ad esempio, la sottrazione o destinazione a finalità estranee all’impresa di:

  • denaro;
  • beni aziendali;
  • immobili;
  • autovetture;
  • merci;
  • crediti;
  • disponibilità presenti sui conti correnti.

In un procedimento penale è quindi fondamentale ricostruire chi abbia effettivamente disposto dell’asset patrimoniale e per quale ragione.

2 – Bancarotta fraudolenta documentale

Altra ipotesi particolarmente delicata riguarda la contabilità.
La contestazione può riguardare condotte quali l’occultamento, la distruzione o la falsificazione delle scritture contabili, quando ricorrano i presupposti previsti dalla legge.

Anche in questo caso, la semplice presenza di irregolarità contabili non significa automaticamente che il soggetto formalmente o di fatto gestore debba essere considerato responsabile.
Occorre accertare chi aveva il concreto controllo della contabilità e quale fosse la condotta specificamente posta in essere.

3 – Bancarotta semplice

Possono inoltre essere contestate condotte riconducibili alle ipotesi di bancarotta semplice, nelle quali assumono rilievo, tra l’altro, determinate condotte di gestione imprudente o negligente e altre violazioni previste dalla disciplina penale della crisi d’impresa.

La distinzione tra bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice è fondamentale anche sotto il profilo della strategia difensiva.

Essere socio significa essere amministratore di fatto?
No.

La qualità di socio, anche quando il soggetto possieda una partecipazione significativa nella società, non comporta automaticamente la qualifica di amministratore di fatto.
Allo stesso modo, non è sufficiente essere il coniuge, un familiare o una persona vicina all’amministratore formale.
Il problema deve essere affrontato attraverso una concreta ricostruzione dell’attività svolta dal soggetto.

La difesa dovrà quindi distinguere tra:
partecipazione alla vita societaria e concreto esercizio di funzioni gestorie.

Questa distinzione può essere determinante in un processo per bancarotta.

Bancarotta e conto corrente: perché è importante ricostruire i movimenti

Nei procedimenti per bancarotta, la ricostruzione dei flussi finanziari può assumere un’importanza decisiva.
Occorre comprendere:

  • chi effettuava i prelievi;
  • chi disponeva i bonifici;
  • a chi venivano trasferite le somme;
  • quale fosse la causale delle operazioni;
  • se i pagamenti fossero collegati all’attività dell’impresa;
  • se le operazioni abbiano determinato un depauperamento del patrimonio sociale.

Un movimento di denaro apparentemente sospetto non è necessariamente una distrazione penalmente rilevante.
La difesa deve quindi ricostruire la causa concreta dell’operazione, verificando, ad esempio, se si trattasse di un pagamento per una prestazione effettivamente ricevuta dalla società, di una restituzione, di un’operazione infragruppo o di altra operazione economicamente giustificata.

La difesa dell’amministratore di fatto

La difesa penale deve partire dalla ricostruzione dell’effettivo ruolo del soggetto all’interno dell’impresa.
In particolare, è necessario verificare:

  1. quale fosse la posizione formale del soggetto;
  2. quali poteri esercitasse concretamente;
  3. quali operazioni gli siano effettivamente attribuibili;
  4. chi avesse la disponibilità dei conti e del patrimonio sociale;
  5. chi avesse accesso alla contabilità;
  6. quali fossero le ragioni economiche delle operazioni contestate;
  7. quale fosse la situazione finanziaria della società;
  8. quale fosse il rapporto temporale tra le operazioni e il dissesto;
  9. quali prove sostengano l’accusa.

Non è sufficiente, quindi, contestare genericamente la qualifica di amministratore di fatto.
È spesso necessario ricostruire documentalmente la gestione della società, individuando chi abbia realmente assunto le decisioni e quali operazioni possano essere attribuite al singolo imputato.

Amministratore di fatto e responsabilità dell’amministratore formale

La presenza di un amministratore di fatto non esclude automaticamente la responsabilità dell’amministratore formalmente nominato.
Le posizioni devono essere analizzate separatamente.
In particolare, bisogna evitare che l’esistenza di un soggetto che esercitava concretamente la gestione venga utilizzata come automatica spiegazione di tutte le operazioni societarie.

Allo stesso tempo, non può essere sufficiente la carica formale per attribuire automaticamente all’amministratore ogni condotta di bancarotta.
Il processo deve individuare le singole condotte e il contributo eventualmente fornito da ciascun soggetto.

Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia per bancarotta

Ricevere un avviso di garanzia o essere sottoposti a indagini per bancarotta richiede una valutazione immediata della documentazione societaria.

È opportuno evitare di modificare, cancellare o disperdere documenti, email, messaggi o altri dati che possano avere rilevanza probatoria.
La difesa dovrebbe acquisire, quando possibile:

  • visure storiche;
  • statuti e atti societari;
  • bilanci;
  • libri contabili;
  • estratti conto;
  • contratti;
  • fatture;
  • corrispondenza;
  • email;
  • comunicazioni con il commercialista;
  • documentazione relativa alle operazioni contestate.

La ricostruzione cronologica degli eventi è spesso fondamentale per comprendere quando sia iniziata la crisi, quali operazioni siano state compiute e chi abbia assunto le relative decisioni.

Bancarotta: perché è fondamentale una difesa specializzata

I procedimenti per bancarotta richiedono normalmente l’analisi congiunta di profili penali, societari, contabili e finanziari.

Nel caso dell’amministratore di fatto, la questione può essere ancora più complessa perché il processo deve stabilire non soltanto se sia stato commesso un fatto di bancarotta, ma anche chi abbia concretamente esercitato le funzioni gestorie e quale sia stato il suo contributo alla condotta contestata.
Una difesa efficace deve quindi partire dall’esame degli atti dell’indagine e dalla ricostruzione documentale dell’attività societaria.

Avvocato per bancarotta a Roma

Chi è indagato o imputato per bancarotta fraudolenta, bancarotta semplice o amministrazione di fatto deve affrontare il procedimento con una strategia difensiva costruita sul caso concreto.
Lo Studio Legale Buggea & Melendez, con sede a Roma, presta assistenza in materia di diritto penale dell’economia e reati societari, compresi i procedimenti relativi alla bancarotta e alla responsabilità degli amministratori.

La prima fase della difesa consiste nell’analisi della contestazione, della documentazione societaria e delle movimentazioni finanziarie, per ricostruire l’effettivo ruolo del soggetto e verificare la fondatezza delle accuse.

Se sei stato indicato come amministratore di fatto in un procedimento per bancarotta, è importante valutare immediatamente quali atti di gestione ti vengono concretamente attribuiti e quali elementi probatori li sostengono.

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