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Ampliamento del Catalogo dei reati

Ampliamento del Catalogo dei reati

Responsabilità della persona giuridica. Ampliamento del Catalogo dei reati-presupposto: pubblicati in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 184/2021 e il D.Lgs. 195/2021.

Il 29 novembre 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 184/2021 che dà attuazione della Direttiva UE n. 2019/713 relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti.
Il decreto si pone l’obiettivo di aggiornare gli strumenti di lotta alle frodi, modificando alcuni articoli del codice penale, e in particolare aggiornando il catalogo dei reati presupposto della responsabilità da reato dell’ente e rafforzando gli strumenti di cooperazione con le istituzioni europee. Il Decreto 184/2021 integra il catalogo dei reati-presupposto del D.Lgs. 231/2001 introducendo, all’art. 25-octies.1, in materia di “Delitti in materia di mezzi di pagamento diversi dai contanti”, un nuovo illecito amministrativo che richiama i seguenti reati previsti dal codice penale • art. 493-ter c.p.Indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti”, il cui ambito di applicazione viene esteso agli strumenti di pagamento diversi dai contanti, per cui è comminata la sanzione pecuniaria da 300 a 800 quote; • nuovo art. 493-quater c.p. “Detenzione e diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a commettere reati riguardanti strumenti di pagamento diversi dai contanti”, per cui è comminata la sanzione pecuniaria fino a 500 quote; • art. 640-ter c.p., comma 2 “Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico”, nell’ipotesi aggravata dalla realizzazione di un trasferimento di denaro, di valore monetario o di valuta virtuale, per cui è comminata la sanzione pecuniaria fino a 500 quote. Il nuovo art. 25-octies.1 prevede, inoltre, al comma 2 che, salvo che il fatto integri altro illecito amministrativo sanzionato più gravemente, “in relazione alla commissione di ogni altro delitto contro la fede pubblica, contro il patrimonio o che comunque offende il patrimonio previsto dal codice penale, quando ha ad oggetto strumenti di pagamento diversi dai contanti”: • la sanzione pecuniaria sino a 500 quote, se il delitto è punito con la pena della reclusione inferiore ai dieci anni; • la sanzione pecuniaria da 300 a 800 quote, se il delitto è punito con la pena non inferiore ai dieci anni di reclusione. Sono infine previste le seguenti sanzioni interdittive: a) l’interdizione dall’esercizio dell’attività; b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; d) l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi. Tutte le modifiche al D.Lgs. 231/01 entreranno in vigore il 14 dicembre 2021.
Le novità non si esauriscono qui. Infatti, il 30 novembre 2021, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 195/2021, di attuazione della Direttiva UE n. 2018/1673, avente ad oggetto la lotta al riciclaggio mediante il diritto penale.
In particolare, il Decreto estende i reati-presupposto delle fattispecie di ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita di cui all’art. 25-octies, prevedendo che tali reati siano integrati anche qualora il denaro o le cose ricettate, riciclate, impiegate provengano da determinate contravvenzioni o delitti colposi. Nello specifico, il Decreto introduce le seguenti modifiche: • ricettazione (art. 648 c.p.) e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.): i reati-presupposto vengono ampliati per ricomprendere non solo i delitti, ma anche le contravvenzioni punite con la pena dell’arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi; • riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.): i reati-presupposto vengono ampliati per ricomprendere, oltre alle contravvenzioni punite con la pena dell’arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo, anche i delitti colposi; • ricettazione (art. 648 c.p.) e autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.): se commessi all’estero, tali reati saranno perseguibili anche in assenza della richiesta del Ministro della Giustizia o dell’istanza o querela della persona offesa; • ricettazione (art. 648 c.p.): viene introdotta una circostanza aggravante se il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale. Queste modifiche entreranno in vigore il 15 dicembre 2021. Alla luce dell’ampliamento del catalogo dei reati presupposto e del nuovo quadro normativo, le società dovranno necessariamente aggiornare i modelli di organizzazione e di gestione in modo che siano idonei a prevenire i reati compresi all’art. 25-octies e all’art. 25-octies.1 del D.Lgs. n. 231/2001. L’adozione di strumenti di prevenzione è doveroso anche da parte delle piccole e medie imprese sociali, al fine di evitare la responsabilità ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 e le sanzioni pecuniarie ed interdittive che ne conseguono.

Per essere sempre aggiornati sull’argomento, proponiamo di seguire i prossimi articoli sul tema della Responsabilità 231/01.

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