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Il lavoro in nero

Il costo del rischio.

La prestazione di lavoro irregolare, senza contratto, comunemente chiamata “lavoro in nero” è una pratica estremamente diffusa.
Ciò che, invero non viene considerato è che a fronte di un risparmio minimo il datore di lavoro si espone a grandi rischi poiché il lavoratore potrà sempre richiedere il riconoscimento del rapporto di lavoro.
Instaurando un rapporto di lavoro irregolare, il datore di lavoro può eludere la normativa di settore posta a tutela dei diritti del lavoratore. Non vengono versati i contributi obbligatori (di un importo fra il 15 ed il 25 % del costo del lavoro), e si può erogare una retribuzione inferiore ad i minimi stabiliti per legge.
Ciò che invero non viene considerato è che il lavoratore, in qualsiasi momento del rapporto di lavoro e sino ai 60 giorni successivi al licenziamento potrà richiedere il riconoscimento del rapporto di lavoro irregolare.
Le prove necessarie al lavoratore per far valere le proprie ragioni sono minime. È necessaria la prova della prestazione di lavoro e delle mansioni ricoperte. Tale prova, secondo la giurisprudenza può essere fornita in qualsiasi modo anche a mezzo messaggi, email e prova testimoniale.

Ricorrendo così alla tutela giudiziale il lavoratore potrà richiedere:
• Differenze retributive fra quanto corrisposto (e provato da parte datoriale) ed il minimo salariale previsto dai contratti collettivi;
• Tutti i versamenti previdenziali omessi da parte datoriale;
• Qualora il rapporto di lavoro sia cessato si potrà persino contestare il licenziamento orale con l’applicazione della tutela reale ex art. 10 l. 300/1970 (reintegra, mensilità dal licenziamento alla reintegra, ulteriori 15 mensilità).

Si ricorda, infine, che l’omesso versamento della contribuzione obbligatoria (oltre alcune soglie) può configurare altresì un reato, e che anche in sede civile l’INPS ha capacità giuridica al fine di riscuotere coattivamente le somme accertate.
Anni di consulenza legale in questo ambito permettono di sostenere che il rapporto di lavoro irregolare, come una sirena, può sempre apparire allettante; poche spese, niente registrazione, nessun contributo. La verità però è che il lavoratore a nero è un azzardo che nella maggior parte delle volte si rivela perdente.
Le soluzioni per risparmiare sul costo del lavoro sono molteplici. La flessibilità dei rapporti lavorativi, dopo le ultime riforme, è tale che non conviene più correre il rischio di “assumere a nero” quando altre figure contrattuali permettono di raggiungere il medesimo obiettivo in piena legalità.

Se vuoi richiedere all’azienda per cui lavori in nero che ti venga riconosciuto un contratto regolare, rivolgiti subito ad un Avvocato esperto di Diritto del Lavoro per tutelare i tuoi diritti. 

Non esitare a contattare lo Studio Legale Buggea & Melendez se hai bisogno di Consulenza Legale a Roma. Gli Avvocati Alberto Buggea e Iacopo Melendez, sapranno seguire la tua problematica con attenzione, fornendoti tutto il supporto necessario al fine di risolvere al meglio ogni situazione.

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STUDIO LEGALE BUGGEA & MELENDEZ

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