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IL FONDO DI GARANZIA DELL’INPS

Sempre più spesso accade che un’attività chiuda, lasciando dietro di se ingenti debiti nei confronti dei lavoratori dipendenti.

In questi casi, il lavoratore, anche se munito di titolo esecutivo (decreto ingiuntivo o sentenza) ed intenzionato a pignorare i beni aziendali si trova nell’impossibilità di azionare il proprio credito per incapienza della società.

Dal 1982 l’INPS ha predisposto un fondo di garanzia per tutti i lavoratori dipendenti volto al pagamento del TFR in sostituzione del datore di lavoro insolvente.

I CREDITI TUTELATI

L’INPS, al ricorrere di determinate condizioni, garantisce il pagamento dell’intero TFR, e degli ultimi tre mesi di retribuzione, purchè rientrino nei 12 mesi che precedono i seguenti termini:

– la data della domanda diretta all’apertura del fallimento del datore di lavoro;

– la data di deposito del ricorso per la tutela dei crediti da lavoro;

– la data del provvedimento di messa in liquidazione dell’impresa.

I REQUISITI DI ACCESSO

Il lavoratore che voglia accedere al fondo di garanzia INPS dovrà dimostrare preliminarmente la cessazione della prestazione di lavoro.

Se il datore di lavoro è un soggetto fallibile, sarà necessario presentare istanza di fallimento, formulare istanza di insinuazione al passivo fallimentare del credito e quindi, dimostrare che il fallimento non potrà liquidare il creditore del lavoratore.

Di converso, se il datore di lavoro non è soggetto fallibile (poiché troppo piccolo) sarà necessario dimostrare l’inapplicabilità al datore di lavoro delle procedure concorsuali, l’esistenza del credito e l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore di lavoro a seguito di esecuzione forzata.

All’avverarsi di tutti i requisti sarà possibile formulare istanza telematica di accesso al fondo di Garanzia INPS e richiedere il pagamento di TFR e ultime tre retribuzioni.