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Finisce il blocco dei licenziamenti

Licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, si ricomincia.

Al licenziamento deve essere sempre sottesa una motivazione riconosciuta dall’ordinamento come idonea ad interrompere il rapporto lavorativo. 

Le cause di giustificazione del licenziamento sono:

  • Giusta causa: prevista dall’art. 2119 c.c.
  • Giustificato motivo soggettivo: introdotto dall’art. 3 della l. 604/1966
  • Giustificato motivo oggettivo: anch’esso previsto dall’art. 3 della l. 604/1966

I primi due attengono ad un inadempimento, da parte del lavoratore, degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro. Per questo motivo vengono definiti anche come licenziamenti disciplinari e non sono stati influenzati dal c.d. “blocco” di cui al D.l. 18/2020 (c.d. Cura Italia).

Durante tutto il periodo COVID-19, era possibile, infatti, essere licenziati per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.
Diversamente, il ricorso al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ovvero causato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro ed al regolare funzionamento di essa, è stato inibito.

Il Blocco dei licenziamenti a causa Covid-19

Con l’art. 46 del D.l. 18/2020 a causa della grave situazione pandemica, il Governo ha disposto che “il datore di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell’art. 3 della legge 15 luglio 1966 n. 604″ sino al 17 agosto, lasciando scoperte le giornate del 17 e 18 maggio.

La disposizione, adottata con il fine di non creare disoccupazione durante la crisi economica, è stata introdotta in via complementare con le facilitazioni di accesso alla Cassa integrazione guadagni, ordinaria ed in deroga; della quale abbiamo già parlato precedentemente (link ad art. 13).

Successivamente con il D.l. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto) il blocco dei licenziamento è stato prorogato sino al 31/12/2020 con alcune eccezioni per:

  • le aziende che non potessero più fruire degli ammortizzatori sociali;
  • personale subentrato a mezzo clausole di salvaguardia in nuovo appalto;
  • Fallimento e messa in liquidazione della società datrice di lavoro;
  • Accordo collettivo aziendale stipulato con organizzazioni sindacali più rappresentative.

Il Blocco dei Licenziamenti è stato ulteriormente prorogato, prima con il D.l. 137/2020 sino al 31/01/2021 (c.d. Decreto Ristori), poi con la l. 178/2020 (c.d. Legge di Bilancio) sino al 31/03/2021.

L’ultimo rinnovo prevedeva due termini distinti:

  • al 30 giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e straordinaria;
  • al 31 ottobre 2021 per i lavoratori della aziende coperte da strumenti in deroga.

E ora?

Dopo un lungo confronto con le parti sociali è stata mantenuta la data del 30 giugno come data di scadenza.
Con alcune eccezioni per i settori più in crisi:

  • settore tessile;
  • settore dell’abbigliamento;
  •  settore della pelletteria.

Per questi, viene prorogato il blocco sino al 31 ottobre 2021 a – si spera – crisi scampata.

Ugualmente non potranno ricorrere al licenziamento per ragioni produttive le aziende che stanno ancora usufruendo della Cassa Integrazione, o simili ammortizzatori sociali.

Inoltre, nella giornata del 29/06/2021 è stato raggiunto un accordo tra associazioni sindacali e Governo per cui, anche in assenza di blocco le aziende potranno licenziare unicamente qualora non possano più utilizzare la Cassa Integrazione (ordinaria o straordinaria).

Contestualmente sono state messe a disposizione ulteriori 13 settimane di Cassa Integrazione Ordinaria.

È necessario ricordare che il potere di licenziare per giustificato motivo oggettivo è emanazione del diritto di impresa.

Nel rispetto della normativa e dei diritti del lavoratore, allo scadere delle misure emergenziali il datore di lavoro potrà, così, nuovamente decidere in piena autonomia l’indirizzo della propria impresa.

In questo senso è sempre consigliabile irrogare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, solamente al ricorrere di tutti i requisiti.

Si ricorda che dovranno essere rispettati gli obblighi di preavviso, motivazioni scritte e repechage (anche con demansionamento) a cui attualmente si aggiunge l’obbligo di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione dell’azienda.

Approfondisci il tema del Licenziamento leggendo l’articolo dedicato alle motivazioni del licenziamento individuale, giusta causa e giustificato motivo nel nostro Blog!

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