diritto penale

Diritto Penale

Diritto Penale spiegato da Buggea & Melendez

Lo Studio legale Buggea & Melendez offre servizi di consulenza legale e di assistenza in udienza in tutte le aree del diritto penale “classico”, nonché del diritto penale dell’economia, del diritto penale del lavoro e dell’impresa in genere.

Lo Studio legale Buggea & Melendez di Roma ha una vasta esperienza, maturata in anni di difese e compliance aziendali.

L’assistito potrà ricevere supporto durante tutto l’iter processuale, dal suo inizio con una denuncia-querela o con la notifica di un avviso di garanzia.

Data l’estrema importanza degli interessi in gioco – primo fra tutti, la libertà personale dell’assistito – la tutela offerta è anche stragiudiziale e preventiva.

Disponendo di una struttura con competenze specifiche ed integrate nelle principali aree del diritto penale giudiziale, lo studio legale Buggea & Melendez fornisce assistenza nei seguenti settori:

  • Reati Contro la Persona e il Patrimonio
  • Reati societari e di bancarotta
  • Reati tributari
  • Colpa Medica
  • Diritto penale assicurativo
  • Diritto penale di famiglia
  • Stalking
  • Reati informatici
  • Risarcimento per errore giudiziario
  • Indennizzo per Ingiusta Detenzione
  • Responsabilità degli Enti per i reati degli amministratori e dei dipendenti ai sensi del D.Lgs.231/01

FAQ DIRITTO PENALE

Le domande più frequenti dei nostri assistiti sul Diritto Penale

La querela deve essere presentata nel termine perentorio di tre mesi dalla notizia del fatto che costituisce il reato (art. 124 c.p.)
Il termine decorre dalla data di conoscenza del fatto da parte della persona offesa.
In alcuni casi, tassativamente determinati dalla legge, si prevede un termine più ampio. Per i reati di stalking (Art. 612-bis c.p.), di violenza sessuale (art. 609-bis c.p.) e di atti sessuali con minorenne (art. 609-quarter c.p.), il codice penale prevede un termine per la proposizione della querela di sei mesi.

La denuncia è uno dei mezzi attraverso il quale il Pubblico Ministero o la polizia giudiziaria prendono conoscenza di un fatto costituente reato. Ai privati cittadini è concessa la facoltà di presentare denuncia oralmente o per iscritto (art. 333 c.p.p.). Nel caso di denuncia, il procedimento si avvia d’ufficio, cioè senza che la persona offesa dal reato chieda personalmente la punizione dell’autore del reato stesso.
Per poter invece procedere in ordine ad alcuni reati specifici, ovvero quelli c.d. procedibili a querela di parte, la legge richiede una ulteriore condizione di procedibilità che consiste nella cosiddetta querela. Per querela si intende la manifestazione di volontà della persona offesa che si proceda in ordine ad uno specifico reato e che venga punito l’autore dello stesso (artt. 336 e ss. c.p.p.), la c.d. istanza di punizione. Anche la querela può essere presentata oralmente (e in questo caso si redige un verbale per iscritto ad opera dell’autorità che la riceve), e può essere anche rimessa o rinunciata, se non è stata ancora presentata.

E’ possibile richiedere alla Procura della Repubblica, presso cui è stata presentata la denuncia-querela, la comunicazione di eventuali procedimenti penali pendenti ove il querelante è persona offesa dal reato.

Essere persona offesa dal reato significa aver subìto una lesione dei propri diritti a causa di una condotta che costituisce reato. Il danneggiato civilmente dal reato, invece, è colui che subisce un danno di natura patrimoniale o non patrimoniale, ma comunque economicamente apprezzabile, come conseguenza della commissione del reato.

Se si è persona offesa dal reato o danneggiato dal reato, per ottenere il risarcimento del danno derivante dal reato, si hanno due possibilità alternative:
1) la prima è quella di costituirsi parte civile nel procedimento penale.
2) la seconda possibilità consiste nell’instaurare un procedimento civile per responsabilità da fatto illecito (art. 2043 c.c.) avanti al Tribunale civile.

E’ possibile venire a conoscenza della pendenza di un procedimento penale a proprio carico in diversi modi. Uno di questi, qualora si sospetta di essere indagati o qualora serva un’attestazione per motivi di lavoro e/o studio, è quello di richiedere alla Procura della Repubblica di conoscere l’eventuale iscrizione della notizia di reato a proprio carico. Solitamente l’attestazione ex art. 335 c.p.p. viene richiesta dal proprio difensore di fiducia. Tuttavia non tutte le notizie di reato sono suscettibili di comunicazione.

L’elezione di domicilio ex art. 161 c.p.p. è l’atto con il quale la persona indagata o l’imputato indica all’autorità giudiziaria il luogo in cui intende ricevere le notifiche del procedimento penale.
L’elezione di domicilio, più di frequente, viene effettuata nel corso delle indagini preliminari, con l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) quando viene richiesta la presenza dell’indagato per il compimento di uno specifico atto o contestualmente alla notifica del primo atto del procedimento penale.

Se la persona ha sporto denuncia-querela e ha dichiarato di voler essere avvisato . in caso di formulazione di richiesta di archiviazione da parte del P.M., riceverà l’avviso di deposito della richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p., qualora la notizia di reato sia infondata o non vi sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio.
La persona offesa potrà a questo punto entro venti giorni presentare opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero, indicando gli elementi di investigazione suppletiva e gli elementi di prova, eventualmente non raccolti o non opportunamente valutati dal P.M.
Il termine è fissato in venti giorni, ma vi sono previsti termini più ampi per i reati commessi con violenza alla persona e per il furto in abitazione o con strappo.
A decidere sulla opposizione sarà il G.I.P., ovvero il Giudice per le indagini preliminari.

E’ un avviso con il quale l’indagato viene informato che le indagini preliminari a proprio carico sono state concluse e che il fascicolo contenente gli atti di indagine è a disposizione dell’indagato e del suo difensore.
L’avviso ex art. 415 bis c.p.p. deve essere notificato obbligatoriamente all’indagato e al proprio difensore di fiducia o, in assenza di quest’ultimo, ad un difensore d’ufficio appositamente nominato.
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, inoltre, costituisce il primo atto di interlocuzione difensiva con il Pubblico Ministero, in quanto entro venti giorni dalla notifica si possono produrre memorie e/o documenti e presentare richiesta di interrogatorio.

Si acquista la qualità di indagato nel momento in cui una persona è iscritta nel “Registro delle notizie di reato” (art. 335 c.p.p.)
Si diventa imputati quando nei propri confronti viene emessa la richiesta di rinvio a giudizio, oppure di giudizio immediato o di decreto penale di condanna, di decreto di citazione diretta a giudizio, di decreto di applicazione della pena, ovvero il decreto di giudizio direttissimo (art. 60 c.p.p.)

Se hai necessità di un avvocato a Roma e di assistenza e consulenza legale puoi rivolgerti allo Studio legale Buggea & Melendez, nel Rione Ludovisi a Roma Nord che ti seguirà con professionalità e competenza.

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Non esitare a contattare lo Studio Legale Buggea & Melendez se hai bisogno di Consulenza Legale a Roma. Gli Avvocati Alberto Buggea e Iacopo Melendez, sapranno seguire la tua problematica con attenzione, fornendoti tutto il supporto necessario al fine di risolvere al meglio ogni situazione.